Papa Francesco si potrebbe definire come “il Papa delle seconda chance”, almeno per alcuni. Per questo motivo appena salito al soglio pontificio ha deciso di esporre nuovamente la Santa Sindone e subito dopo di imbastire un giubileo straordinario.

Anche questo evento, perché è “straordinario“? Perché solitamente i giubilei avvengono ogni 25, 50 o 100 anni. Mai in precedenza era stato istituito un Giubileo appositamente per la Misericordia, quindi a ragion veduta quello del 2016 si può correttamente definire come straordinario.

Cosa comporta un Giubileo? Da un punto di vista spirituale, in questo caso specifico, ha comportato un percorso tematico di conversione, personale. Tante sono state le iniziative locali e globali, tra le quali si possono annoverare veglie, pellegrinaggi, adorazioni. Come Templari siamo stati presenti in tutte le diocesi durante il simbolico rituale di apertura della Porta Santa.

Cos’è una Porta Santa? Solitamente è la porta di una cattedrale o di una basilica che viene aperta solamente durante i giubilei, mentre viene chiusa durante gli altri periodi. In alcuni casi le porte sante vengono addirittura murate e poi la muratura viene rimossa all’inizio di un nuovo Giubileo. Quello della porta santa è un rituale che non conoscevo e personalmente, tuttora, faccio un po’ fatica a viverlo correttamente. Credo che la conversione non sia un momento fisico, ma l’esperienza personale mi dice che si tratta piuttosto di un qualcosa di continuativo. Anche perché ormai siamo talmente abituati a vedere le chiese che entrare da una porta laterale piuttosto che da un’altra, alla fine ci porta comunque nello stesso punto.

Oltre alla presenza durante i riti di apertura e chiusura delle Porte Sante, ed al presidio costante delle stesse, l’impegno maggiore per noi Templari durante tutto l’anno è stato quello della custodia della Basilica Papale di San Paolo fuori le mura, oltre che il supporto agli altri volontari per la custodia di Piazza San Pietro, il fulcro della cristianità.

All’incirca una volta al mese per un anno sono stato chiamato a Roma (o meglio, in Vaticano visto che la Basilica di San Paolo è extraterritoriale) per la custodia durante il sabato e la domenica. Inoltre ho svolto servizio in Vaticano per l’accoglienza dei pellegrini in piazza San Pietro per una settimana a giugno. Questa seconda esperienza è stata davvero fantastica, anche qui, come per l’esposizione straordinaria della Sindone a Torino l’anno prima, l’impegno fisico era davvero notevole poiché si svolgevano spesso turni anche molto lunghi sotto il sole. Ma la sensazione di sentirsi al centro del mondo, con momenti anche a volte di forte stress per la fiumana di persone in arrivo con la necessità di cambiare rapidamente lingua in base all’interlocutore, ha sicuramente ripagato ogni sforzo. Inoltre abbiamo avuto la possibilità di conoscere moltissimi altri volontari da tutta Italia. Gente straordinaria!

Durante la settimana eravamo alloggiati in una caserma dell’esercito. Non ho fatto la naja, ma mi sono adattato con piacere alla vita di caserma. Nella struttura era presente anche un drappello di Cavalieri dell’Ordine di Malta, in servizio come medici. Il drappello giungeva dalla Germania e, dopo il solito momento di iniziale diffidenza reciproca, si è concluso il periodo di servizio con il suggellarsi di nuove amicizie.

La straordinarietà di quest’anno di servizio è stato il legame creatosi con i due grandi Santi Pietro e Paolo. E in occasione proprio della loro festa e del mio onomastico, quest’anno ho finalmente realizzato un sogno, partecipando alle celebrazioni presso lo spettacolare Eremo di Bienno e conoscendo il “finto anziano” mons. Morandini, Nunzio Apostolico Emerito della Siria e dell’Algeria…uno che la sa molto lunga su quello che succede nel mondo!

Anche queste, quando diventerò nonno, saranno avventure da raccontare ai miei nipotini.

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