Nel 2015, come Templari, siamo stati chiamati a prestare servizio di volontariato per l’esposizione straordinaria della Santa Sindone a Torino.

Perché è straordinaria? Perché la preziosissima reliquia viene esposta solitamente in date ben precise, mentre il 2015 non era previsto. Papa Francesco ha voluto dare un’occasione in più per poter contemplare quella che è considerata la prova provata della resurrezione di Cristo.

L’organizzazione interna è stata notevole poiché ancora non avevamo un presidio in Piemonte, quindi dalla Lombardia eravamo i più vicini a muoverci su Torino. Quasi tutti i weekend da Brescia e da Milano ci recavamo a Torino per aiutare i volontari. Poi è arrivato il giorno dell’esposizione che sarebbe durata per tre mesi. La prima settimana siamo stati in servizio costante coprendo anche le numerosissime assenze di molti altri volontari. Lo specifico non per polemica, ma perché purtroppo la maggior parte dei volontari per questi grandi eventi è  spessi composta da anziani, quindi era nostro compito, come Templari spesso più giovani, in forma e convinti, coprire anche turni continuativamente dalle 7 di mattina alle 22, senza pause. Quindi da un punto di vista fisico è stato davvero un servizio estenuante e straordinario anche per me, che sono pure stato colpito da problemi di salute inaspettati durante la prima settimana.

Ma da un punto di vista spirituale la gratificazione è stata davvero enorme! Avere la possibilità di stare così vicini all’immagine di Cristo è stato impressionante. La percezione dell’energia e del calore benefico che si trova dal Sacro Telo non è descrivibile. E non è percepibile da tutti purtroppo ( ma non è nemmeno soggezione, poiché la percezione era provata anche da esponenti di altre religioni giunti in visita da tutto il mondo).

Come sempre durante questi eventi, la fraternità con gli altri volontari e con i miei fratelli del tempio, si è notevolmente rafforzata e già questo varrebbe la pena per tutti i sacrifici supportati. Inoltre ho avuto la possibilità di sostare da solo in preghiera in Duomo davanti alla Sindone. Questa è una di quelle avventure che, se un giorno diventerò nonno, racconterò ai miei nipotini.

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